Moneglia al Tramonto

Moneglia: il borgo che non ti aspetti

September 06, 2026•3 min read

Qualche giorno fa ho partecipato a una visita guidata di Moneglia organizzata dall'associazione LabTer Tigullio, e devo dire che mi ha sorpresa: dietro le facciate colorate e il lungomare tranquillo si nasconde una quantità di storia che non mi aspettavo da un borgo così piccolo.

La visita si è concentrata soprattutto sulle due chiese principali, Santa Croce e San Giorgio, e su un piccolo gioiello che in pochi conoscono: l'Oratorio dei Disciplinati.

Moneglia con il campanile di Santa Croce

Santa Croce, una chiesa che è caduta e rinata

La chiesa di Santa Croce risale al XII secolo, ma nel corso dei secoli è crollata ed è stata ricostruita più volte, tra il Seicento e il Settecento, in uno stile che porta ancora i segni della Controriforma. All'interno custodisce una croce antica, arrivata - come tante cose su questa costa - via mare, oltre a una Madonna del Rosario e a un'altra immagine sacra che le fa da specchio, proprio di fronte.

San Giorgio e gli affreschi di storia sacra

Poco distante, la chiesa di San Giorgio conserva affreschi che raccontano episodi di storia sacra, sorretti da alte colonne in stile pisano. E a pochi passi si trova un edificio che oggi non salta agli occhi come luogo di culto: la Casa Rossa, che un tempo era una chiesa francescana, soppressa in epoca napoleonica. Vedere come un edificio religioso possa "travestirsi" da casa qualunque, perdendo la sua funzione originaria ma non del tutto la sua storia, è uno di quei dettagli che amo scoprire durante queste visite.

L'Oratorio dei Disciplinati: un danno di guerra che è diventato una scoperta

La parte che mi ha colpita di più è stata la storia dell'Oratorio dei Disciplinati, legato a un movimento di confraternite nato in Francia. Durante la Seconda Guerra Mondiale un bombardamento destinato a colpire la ferrovia ha centrato invece l'oratorio. Un danno, certo - ma da quel danno è nata una scoperta: sotto gli strati di calce che nel tempo avevano coperto le pareti sono riemersi degli affreschi, poi recuperati e restaurati. A volte le tracce più belle del passato tornano alla luce nei modi più inaspettati.

Un campanile, due castelli e un comune più ricco di quanto sembri

Moneglia ha anche un lato più "verticale": il campanile della chiesa di Santa Croce, alto circa 75 metri, da cui lo sguardo spazia su tutta l'Alta Liguria, e due castelli nei dintorni, quello di Villafranca e quello di Monleone. Ma il dettaglio che racconta meglio il peso storico di questo borgo è un altro: Moneglia armò tre galee per sostenere Genova nella battaglia della Meloria. Non è un dettaglio da poco - significa che, all'epoca, questo era un comune tutt'altro che marginale, ma un centro con risorse e un ruolo da giocare.

Un dettaglio che racconta un'epoca: la sala per le viaggiatrici sole

C'è un'ultima curiosità che mi porto a casa da questa visita, ed è forse quella che mi ha colpita di più a livello umano. Quello che oggi è il municipio di Moneglia un tempo era la stazione ferroviaria, e nell'Ottocento questa stazione aveva una sala dedicata esclusivamente alle "viaggiatrici sole": uno spazio pensato per le donne che viaggiavano da sole, in un'epoca in cui questo non era affatto scontato. Mi piace pensare a quante storie siano passate da quella sala, a quante donne abbiano trovato lì un piccolo rifugio protetto in un mondo che si muoveva ancora con regole molto diverse da oggi.

Castello di Monleone

Perché vale la pena farla, questa visita

Moneglia è un borgo che si visita in fretta, se si vuole - ma visite come quella di LabTer Tigullio ti obbligano a rallentare e a guardare oltre la superficie. Ed è proprio lì, tra una chiesa crollata e ricostruita, un oratorio bombardato per errore e una sala per viaggiatrici sole, che si trova la Moneglia che vale la pena conoscere davvero.

Cristina Verardo

Cristina Verardo

Impiegata "fantozziana" pentita, ho trasformato la mia più grande passione nella mia professione.

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