Cina

Cina: tra grandiosità millenaria e la sfida di viaggiare in autonomia

May 31, 20257 min read

Un percorso tra Pechino, Xi'an e Shanghai, tre volti diversissimi di un paese che non smette mai di sorprendere — e di mettere alla prova chi lo visita senza appoggiarsi a un tour organizzato

Ci sono destinazioni che si "leggono" facilmente anche in autonomia, e destinazioni che invece richiedono organizzazione, pazienza e una buona dose di elasticità mentale. La Cina appartiene decisamente alla seconda categoria. È un paese immenso, affascinante, dalle contraddizioni fortissime — dove templi millenari convivono con grattacieli avveniristici — ma è anche un paese che, per chi viaggia senza guida, presenta ostacoli concreti: la lingua, la burocrazia, le regole di accesso ai monumenti. Ve lo racconto attraverso le tre città che ho visitato: Pechino, Xi'an e Shanghai.

Pechino: la capitale del potere e della storia

Pechino è probabilmente la città che meglio racchiude la doppia anima della Cina: da un lato il peso della storia e del potere politico, dall'altro un fermento urbano che non si ferma mai.

Il punto di partenza quasi obbligato è Piazza Tiananmen, una delle piazze più grandi al mondo, simbolo del potere cinese contemporaneo. È anche il primo luogo in cui ho toccato con mano una delle particolarità del viaggiare in Cina in autonomia: per accedervi è necessario presentare il passaporto, sottoporsi a controlli di sicurezza piuttosto rigidi e mettere in conto tempi di attesa non brevi. Vale la pena sapere, prima di partire, che si tratta di un luogo dal forte significato storico e politico, e che è un argomento che i cittadini cinesi preferiscono non affrontare con i turisti stranieri: meglio evitare di aprire conversazioni sul tema, per rispetto del contesto in cui ci si trova.

Da Piazza Tiananmen si accede rapidamente alla Città Proibita, l'immensa residenza imperiale che per secoli ha ospitato gli imperatori cinesi. Anche qui il passaporto è richiesto per l'ingresso, e la visita — vista la sua estensione — richiede diverse ore per essere apprezzata davvero: cortili su cortili, sale del trono, giardini imperiali, in un susseguirsi di architetture che raccontano il fasto della Cina imperiale.

Meno affollato ma altrettanto suggestivo è il Palazzo d'Estate, residenza imperiale immersa nel verde, costruita intorno a un grande lago artificiale. Qui il ritmo della visita rallenta, tra ponti di pietra, padiglioni e la lunga galleria coperta decorata con migliaia di dipinti. Un luogo perfetto per prendersi una pausa dal caos della città.

Infine, il Tempio del Cielo, dove gli imperatori si recavano per pregare per un buon raccolto: la sua architettura circolare e simmetrica, immersa in un grande parco, resta una delle immagini più iconiche ed eleganti di tutta Pechino.

Piazza Tienanmen
fiori in Piazza Tienanmen
abiti tradizionali
Palazzo d'estate
Città proibita
Palazzo d'estate
Tempio del cielo

La Grande Muraglia: un'emozione che va oltre le aspettative

Prima di lasciare l'area di Pechino, una tappa che meritava — e merita sempre, a chiunque visiti la Cina — un capitolo a sé: la Grande Muraglia. Ho percorso il tratto di Mutianyu, tra i più suggestivi e meglio conservati vicino alla capitale, immerso in una fitta vegetazione che d'estate lo rende ancora più scenografico. Salire sulla Muraglia — noi con la funivia, per poi proseguire a piedi tra una torre di guardia e l'altra — è stata una delle esperienze più emozionanti dell'intero viaggio: vederla srotolarsi lungo le creste delle montagne a perdita d'occhio, in entrambe le direzioni, restituisce un senso di grandiosità difficile da spiegare a parole. È uno di quei luoghi in cui le fotografie, per quanto belle, non rendono davvero l'idea di cosa si prova a esserci fisicamente.

Una nota pratica che consiglio a chi sta organizzando il viaggio: la Grande Muraglia è, comprensibilmente, uno dei siti più visitati al mondo, ma non tutti i suoi tratti sono ugualmente affollati. Badaling, il più vicino a Pechino e il più pubblicizzato, è anche quello che soffre di più il turismo di massa, con code e camminate a passo d'uomo nei periodi di alta stagione. Mutianyu, che ho scelto io, offre un buon compromesso: paesaggio spettacolare, infrastrutture comode (funivia in salita, anche uno scivolo in discesa per chi vuole provare qualcosa di diverso) e una densità di turisti decisamente più gestibile rispetto a Badaling. Per chi invece cerca un'esperienza ancora più autentica e silenziosa, e non ha problemi a camminare su tratti non restaurati e più impegnativi, i tratti di Jinshanling e Simatai sono la scelta ideale: meno raggiungibili, più selvaggi, ma proprio per questo capaci di regalare un contatto quasi solitario con un monumento millenario.

La Grande Muraglia

Xi'an: l'esercito di terracotta e le mura illuminate

Da Pechino ci si sposta verso Xi'an, città che da sola giustificherebbe un viaggio in Cina. Qui si trova l'Esercito di Terracotta, una delle scoperte archeologiche più straordinarie del XX secolo: migliaia di soldati in terracotta, ognuno con un volto diverso, disposti a difesa della tomba del primo imperatore cinese. Trovarsi di fronte a queste file interminabili di statue, scoperte quasi per caso da alcuni contadini negli anni '70, è un'esperienza che lascia senza parole: la scala del progetto, la cura nei dettagli di ogni singola figura, la storia millenaria che si respira in quel luogo.

Xi'an regala anche un altro volto della Cina, meno noto ma altrettanto interessante: il Quartiere Musulmano, con la sua Grande Moschea che unisce architettura cinese tradizionale e elementi islamici, testimonianza della lunga storia di scambi commerciali lungo la Via della Seta, di cui Xi'an era uno dei punti di partenza.

Ma il momento che ricordo con più emozione è stata la visita serale alle Mura della città, tra le meglio conservate della Cina: illuminate di sera, percorribili anche in bicicletta, regalano una prospettiva della città completamente diversa da quella diurna. Camminare (o pedalare) lungo queste mura antiche, con la città che si accende tutt'intorno, è stato uno dei momenti più suggestivi dell'intero viaggio.

Esercito di Terracotta
Xian

Shanghai: il volto futuristico della Cina

L'ultima tappa, Shanghai, è quasi un altro paese rispetto a Pechino e Xi'an. Qui la Cina millenaria lascia spazio a una modernità sfavillante: grattacieli altissimi, architetture avveniristiche, luci al neon che trasformano lo skyline in uno spettacolo permanente, soprattutto lungo il fiume Huangpu, dove da una parte si affaccia il Bund, con i suoi eleganti edifici in stile coloniale, e dall'altra Pudong, con le sue torri iconiche che sembrano uscite da un film di fantascienza.

Shanghai racconta la Cina che guarda al futuro, proiettata verso un'economia globale, ed è impossibile non restare colpiti dal contrasto con le città visitate nei giorni precedenti: la stessa nazione capace di custodire un esercito di terracotta vecchio più di duemila anni è anche quella che costruisce alcuni dei grattacieli più avveniristici del pianeta.

skyline di Shangai

Viaggiare in Cina in autonomia: cosa sapere davvero

Al di là delle attrazioni, credo sia utile condividere con chi legge alcune difficoltà concrete che ho incontrato viaggiando senza un tour organizzato, perché possono fare la differenza nella pianificazione:

  • La lingua è un ostacolo reale: fuori dai grandi hotel e dai principali punti turistici, l'inglese è poco diffuso, anche tra il personale di servizi essenziali. Un traduttore automatico offline e qualche frase base in cinese diventano strumenti indispensabili, più che un vezzo.

  • Il passaporto va sempre a portata di mano: molti monumenti e siti di rilievo storico o politico — Piazza Tiananmen e Città Proibita su tutti — richiedono la presentazione del passaporto per l'accesso, spesso con controlli di sicurezza simili a quelli aeroportuali.

  • La burocrazia digitale può spiazzare: molti servizi che in altri paesi diamo per scontati (pagamenti, prenotazioni, persino l'accesso ad alcune app occidentali) in Cina funzionano diversamente, e conviene organizzarsi prima della partenza con le app locali necessarie.

  • Alcuni argomenti è meglio non affrontarli con i locali: come accennato per Piazza Tiananmen, ci sono temi storico-politici che è preferibile non toccare in conversazioni con i cittadini cinesi, per rispetto della sensibilità del contesto.

Nessuna di queste difficoltà rende il viaggio impossibile — anzi, superarle fa parte del fascino di un'esperienza così immersiva — ma è bene arrivarci preparati, magari facendosi supportare nella pianificazione di visti, itinerari e logistica, per godersi appieno un paese che ha davvero pochi eguali al mondo.

Un paese di contrasti che meritano tempo

Pechino, Xi'an e Shanghai raccontano tre Cine diverse: quella del potere e della storia imperiale, quella della memoria archeologica millenaria, quella della modernità più sfrenata. Metterle insieme in un unico viaggio significa attraversare secoli di storia nel giro di pochi giorni, ed è proprio questo susseguirsi di contrasti a rendere la Cina una delle destinazioni più intense e memorabili che abbia mai visitato.

Se anche voi state pensando a un viaggio in Cina e volete essere accompagnati nella pianificazione — tra visti, itinerari e logistica — sono qui per aiutarvi a organizzarlo al meglio.

Cristina Verardo

Cristina Verardo

Impiegata "fantozziana" pentita, ho trasformato la mia più grande passione nella mia professione.

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