Spagna del nord

On the road verso il Finisterre: da Genova alla Coruña attraverso Paesi Baschi, Cantabria, Galizia e Asturie

July 17, 20257 min read

Un viaggio in auto lungo la costa nord della Spagna, tra scogliere selvagge, sidro versato dall'alto, capolavori di architettura e un popolo che non ha mai smesso di lottare per la propria identità

Ci sono viaggi che si pianificano per una singola destinazione, e viaggi che invece nascono per essere un percorso, un susseguirsi di tappe che insieme raccontano molto più di quanto potrebbe fare un'unica meta. Questo on the road appartiene decisamente alla seconda categoria: partiti da Genova, abbiamo attraversato il sud della Francia, i Paesi Baschi, la Cantabria, la Galizia e le Asturie, fino a toccare l'estremo nord-ovest della Spagna, per poi rientrare verso casa. Chilometri, panorami e culture diverse, in un unico grande itinerario.

L'avvicinamento: Carcassonne

Prima ancora di entrare in territorio spagnolo, la prima tappa importante è stata Carcassonne, nel sud della Francia. La sua cittadella medievale fortificata, con le doppie mura di cinta e le torri che sembrano uscite da una fiaba, è un ottimo modo per spezzare il lungo tragitto e caricarsi delle giuste aspettative prima di entrare nel vivo del viaggio.

Carcassonne

Paesi Baschi: orgoglio, mare e sapori che non si dimenticano

Se dovessi indicare il momento in cui questo viaggio ha davvero preso vita, sarebbe con il nostro ingresso nei Paesi Baschi. È una terra che si riconosce immediatamente: non solo per la lingua, l'euskera, così diversa da tutto il resto della penisola iberica e priva di parentele linguistiche note, ma per un'energia collettiva fatta di orgoglio e combattività. Bandiere alle finestre, scritte sui muri, una fierezza identitaria che si respira in ogni paese attraversato — un popolo che nei secoli ha difeso con determinazione la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria lingua, e che continua a farlo con grande dignità.

spiaggia di Zarautz

Il nostro itinerario basco è cominciato da Zarautz, con la sua lunghissima spiaggia amata dai surfisti, per proseguire verso Pamplona, città che porta ancora nell'aria l'eco delle sue tradizioni più celebri, e poi San Sebastián, probabilmente una delle città più eleganti che abbia mai visitato: la baia della Concha, il lungomare, i vicoli della Parte Vieja dove si accumulano bar su bar di pintxos. Ed è proprio qui che è cominciato il nostro innamoramento per la cucina basca: i pintxos, piccoli capolavori di gusto serviti su una fetta di pane, da scegliere direttamente dal bancone e accompagnare con un bicchiere di vino locale, sono diventati il nostro rito quotidiano, quasi un modo diverso di visitare ogni città, un bar alla volta.

Pamplona
San Sebastian

Proseguendo lungo la costa, Lekeitio e Zumaia ci hanno regalato alcuni dei paesaggi più sorprendenti del viaggio: il flysch di Zumaia, con le sue formazioni rocciose stratificate che sembrano disegnate da una mano geometrica, è uno spettacolo naturale che lascia senza parole.

A Bilbao ci attendeva uno dei momenti più attesi dell'intero itinerario: il Museo Guggenheim. Non basta definirlo un museo: è un'opera d'arte essa stessa, con le sue forme sinuose in titanio che riflettono la luce in modi sempre diversi a seconda dell'ora del giorno. Camminarci attorno, prima ancora di entrare, è già un'esperienza estetica completa, un simbolo di come Bilbao abbia saputo reinventarsi da città industriale a capitale mondiale dell'architettura contemporanea.

Bilbao
Guggenheim

Poco distante, un altro luogo che meritava ogni sforzo per raggiungerlo: San Juan de Gaztelugatxe, l'isolotto collegato alla terraferma da un ponte di pietra e da una scalinata di oltre 200 gradini, reso celebre anche da alcune serie tv internazionali. L'accesso è gratuito ma contingentato, quindi va assolutamente prenotato in anticipo: un dettaglio pratico da non sottovalutare per chi organizza il viaggio, perché arrivare sul posto senza prenotazione significa rischiare di non poter salire fino alla cappella in cima.

Il tratto costiero basco si è chiuso con Elantxobe, minuscolo borgo di pescatori aggrappato alla scogliera, e la sosta rilassante di Playa de Berria, ampia distesa di sabbia perfetta per ricaricare le energie prima di proseguire verso ovest.

Plaia de Berria

Cantabria: tra mare e capolavori modernisti

Entrati in Cantabria, Santander ci ha accolti con il suo lungomare elegante e la sua atmosfera più posata rispetto al fermento basco. Ma la vera sorpresa cantabrica è arrivata a Comillas, con la visita al Capricho de Gaudí: una delle poche opere di Antoni Gaudí realizzate fuori dalla Catalogna, un edificio che sorprende per la sua giocosità cromatica, le piastrelle a motivo di girasole, le forme orientaleggianti che si mescolano al modernismo catalano. Vederlo dal vivo, in un contesto così diverso dalla Barcellona a cui siamo abituati ad associare Gaudí, è stato uno dei piccoli grandi regali del viaggio.

Centro Botin - Santander
Capricho de Gaudì

Prima di lasciare la regione, una sosta nel Parco Naturale di Oyambre ci ha regalato un tuffo nella natura più selvaggia: dune, spiagge estese e scogliere che si alternano in un paesaggio ancora incontaminato.

Galizia: scogliere, cattedrali di roccia e il Finisterre

Con l'ingresso in Galizia il paesaggio cambia ancora: coste più frastagliate, luce diversa, un'atmosfera quasi atlantica. Illa Pancha e soprattutto la Praia das Catedrais sono state tra le tappe più fotografate del viaggio: quest'ultima, con i suoi archi di roccia naturali che si formano durante la bassa marea, va assolutamente visitata controllando gli orari delle maree, pena perdersi lo spettacolo che l'ha resa celebre in tutto il mondo.

A Xove abbiamo dormito in un hotel giovane e informale, dotato di ristorante interno, dove — inaspettatamente — abbiamo assistito a un concerto dal vivo molto piacevole: uno di quei momenti non pianificati che spesso restano tra i ricordi più belli di un viaggio on the road.

Proseguendo lungo la costa tra Playa de Area e il piccolo borgo di San Román del Valle, siamo infine arrivati a La Coruña, punto più a ovest del nostro itinerario. Qui il Monte de San Pedro, con i suoi bunker della guerra civile spagnola trasformati in punti panoramici e la vista che spazia sull'intero golfo, offre una delle prospettive più belle sulla città e sull'oceano Atlantico che si apre di fronte.

Asturie: sidro, montagne e tradizione

Il rientro verso est ci ha portati nelle Asturie, regione che meriterebbe da sola un viaggio a parte. Oviedo e Gijón raccontano l'anima urbana della regione, tra centri storici eleganti e un forte legame con il mare, mentre il Santuario di Covadonga, incastonato tra le montagne, è un luogo dal forte valore simbolico per tutta la Spagna, considerato il luogo simbolico d'inizio della Reconquista.

Santuario de Covadonga

Da lì, l'ingresso nel Parco Nazionale dei Picos de Europa ci ha regalato alcuni dei panorami montani più spettacolari dell'intero viaggio: vette che superano i 2.600 metri, laghi glaciali, una natura selvaggia e imponente che contrasta piacevolmente con le coste percorse nei giorni precedenti. Cangas de Onís, con il suo iconico ponte medievale (in realtà di origine più tarda, ma diventato comunque simbolo delle Asturie), e il borgo di pescatori di Lastres, con le sue case colorate aggrappate alla scogliera, hanno completato il quadro.

Oviedo
Picos de Europa

Ma se c'è un'esperienza asturiana che porto nel cuore più di ogni altra, è quella vissuta a Nava, capitale del sidro asturiano, dove ho avuto la fortuna di partecipare al Festival della Sidra. In questa regione il sidro non è semplicemente una bevanda: è un vero e proprio rito sociale e identitario. Viene versato da un'altezza considerevole, con il braccio alzato sopra la testa e il bicchiere tenuto in basso, una tecnica chiamata "escanciar" che serve ad ossigenare la bevanda e a esaltarne gli aromi. Vedere decine di persone versare sidro in questo modo, tutte insieme, tra musica e convivialità, è stato un tuffo autentico e gioioso nella tradizione più genuina delle Asturie.

Museo della Sidra di Nava

Il rientro: ultima tappa francese

Dopo giorni intensi tra coste, montagne e sapori indimenticabili, il rientro verso casa ha previsto un'ultima sosta a Villeneuve-lès-Béziers, nel sud della Francia, prima del rientro definitivo a Genova.

Un viaggio, tante identità

Quello che rende questo itinerario così speciale non è una singola tappa, ma il modo in cui, chilometro dopo chilometro, cambiano paesaggio, lingua, cucina e persino il modo di vivere la comunità: dall'orgoglio identitario dei Paesi Baschi, alla raffinatezza modernista di Comillas, dalle scogliere scolpite dall'Atlantico in Galizia, fino al calore conviviale del sidro asturiano. Un on the road che conferma quanto la Spagna del nord sia ancora, per molti versi, una destinazione sottovalutata rispetto alle più note mete del sud del paese — e proprio per questo capace di sorprendere chi la percorre con la giusta curiosità.

Se anche voi state sognando un viaggio in auto lungo la costa atlantica spagnola, tra cultura, natura e buona tavola, sono qui per aiutarvi a costruire l'itinerario giusto per voi.

Cristina Verardo

Cristina Verardo

Impiegata "fantozziana" pentita, ho trasformato la mia più grande passione nella mia professione.

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